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Prima mostra del giocattolo a Velletri

''Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé'' (Pablo Picasso)

di Nicoletta Di Napoli

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Velletri celebra il giocattolo in una mostra che, fino al 6 gennaio, ci catapulta direttamente negli anni ’50 e nei decenni successivi esplorando un mondo fatto di trenini elettrici e macchinucce di latta. VellArt, Associazione autonoma Artigiani, ha così organizzato, grazie al contributo di molti espositori, la prima Mostra Del Giocattolo e in tempi di tecnologia e innovazione ecco che il fascino antico delle costruzione torna a riscaldarci. 

Gli Anni ’50 aprono il percorso con i giochi di strada, quelli dei nostri padri, quelli fatti di legno ma così preziosi; la macchina a pedali in metallo “Jordan” e le macchine da cucire “Singer”, oltre all’orsacchiotto conservato dall’organizzatore Antonio Massacci. Come sostiene Alessandro Zanotto è la fantasia, e spesso la povertà, ad aver reso tanto importanti questi oggetti in passato: ”I nostri giocattoli nel tempo trascorso insieme  a noi, sicuramente più lungo di quello “divoratore” di oggi, ci hanno accompagnato come una persona che ci vuole bene, ci hanno fatto compagnia nei momenti di solitudine, ci hanno fatto crescere diventando strumento di nuove amicizie e contese.”

E la fantasia è ciò che rendeva attraenti questi pezzi di legno e queste costruzioni semplici in tempi di assenza e povertà. A seguire gli Anni ’60, le bambole in celluloide, i birilli, i Lego, il Corriere dei Piccoli in e poi via con i Settanta, il triciclo in plastica e metallo rosso,  le marionette, il Bingo da tavolo e tanto tanto altro. Chiudono gli Anni ‘80 e qui una sincera e personale commozione nel rivedere i giochi della mia infanzia, le Barbie, il Commodor 64, il Cubo di Rubik, gli album dei calciatori e il mitico Emiglio Robot.

Oltre ad essere un’esperienza bellissima per i più piccini, che hanno così modo di conoscere gli antenati della Playstation e dei giochini sul cellulare, è un vero tuffo nel passato per tutti i grandi che troppo spesso dimenticano di essere stati bambini, come ammonirebbe Antoine de Saint- Exupéry. Che a Natale si è tutti più buoni è decisamente banale e non vero ma certo è che almeno, in questo periodo è più facile riscoprirsi bambini e liberare quella magia infantile che tutti abbiamo dentro. Anche i più cinici si commuoveranno di fronte a tanti oggetti lontani e preziosi, soprattutto perché di molti, quasi tutti, se ne è persa la traccia. Oggi spesso lo schermo del computer sostituisce le ginocchia sbucciate e le mani servono solo a cambiare canale e non più a costruire e sperimentare.

In Via San Pietro, la Mostra accoglierà i visitatori tutti i giorni fino alle 17.30, mattina e pomeriggio. Con la speranza che la curiosità resti sempre la chiave d’accesso al mondo più di ogni facile scorciatoia innovativa, un invito per tutti i bambini piccoli e quelli intrappolati in corpi più grandi!

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano” dal Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry.”

La mostra si sbolgerà fino al 6 gennaio in Via San Pietro 30. Per info vellart@libero.it

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