Da Velletri, nelle giornate di cielo limpido, la siluette dell’isola di Ponza si staglia sul filo dell’orizzonte come una fantastica creatura addormentata. Una terra lontana e incantata dove la tradizione tramanda vivesse la 'maga dai cento sortilegi'. Maga a parte, Ponza ancora oggi conserva quel fascino che intriga e attira come una potente calamita turisti da ogni parte del mondo. Dai cinque continenti, poi, i ponzesi che dalla fine dell’Ottocento sono emigrati, costituendo all’estero grandi comunità, tornano all’isola madre in occasione della festività di San Silverio, il Papa martire che a Ponza, dopo essere stato deposto, fu trucidato da un sicario della regina Teodora di Costantinopoli nel 537. Nella celebrazione del 20 giugno, il dialetto ponzese si mescola agli idiomi di altri paesi, mentre la processione si svolge con centinaia di imbarcazioni che seguono il Santo solennemente assiso a poppa di una grossa barca da pesca, un onore per il quale i proprietari e armatori possono aspettare anche decenni.
A scoprirla negli anni cinquanta furono, come al solito, i tedeschi che la percorrevano instancabilmente a piedi e ne riscoprivano esaltati le spiagge assolate, le grotte nascoste che si rispecchiano nel mare color cobalto. Vennero poi i francesi e ultimi i romani che però da allora non l’hanno più abbandonata. Anzi molti di loro vi hanno costruito ville splendide a strapiombo sul mare, dove passare lunghi periodi anche nei mesi invernali, quando l’isola, lontano dal bailamme estivo, recupera la propria dimensione. Sulle orme degli antichi romani, per i quali l’isola rappresentò un avamposto strategico sul mare, che vi costruirono ville splendide e acquedotti ancora oggi funzionanti, i 'romani' di oggi ne affollano le strade strette e le baie solenni. Tra i più affezionati Gigi Proietti, le sorelle Fendi, Bruno Vespa, Piero Vigorelli e Andrea Guerra. Chi vi approda con la barca, poi, è veramente un esercito: Valentino, Re Carlo d’Inghilterra, la Regina del Belgio, Naomi Campbell, Totti, Briatore, la famiglia Agnelli che frequenta le acque dell’arcipelago dai primi anni sessanta. Quello che entusiasma, però in particolare, di questa piccola isola del Mediterraneo che Folco Quilici ha definito tra le più belle del mondo, è il clima di pace e di tolleranza che vi si respira, dove personaggi notissimi possono vivere spensieratamente senza essere assaltati da paparazzi o da “tifosi”. E’ proprio questo che piace di più di Ponza, la possibilità di “andare in vacanza” in uno dei posti più splendidi d’Italia, senza il 'fastidio' che deriva dalla propria fama.
E’ veramente uno spettacolo entusiasmante ripercorrere il periplo dell’isola, affittando una barca, e immergersi nello splendore delle sue trasparenze. Sulla costa occidentale Chiaia di Luna, una parete a picco di colori giallo e bianco che illumina d’oro la sabbia della spiaggia più famosa di Ponza; Capo Bianco, un promontorio che sotto il sole accecante d’estate appare come un iceberg; la fantasia sfrenata della geologia dei faraglioni di Lucia Rosa; la calma e ariosa Cala Feola che racchiude uno degli angoli più suggestivi dell’isola, le famosissime Piscine Naturali, bocche eruttive del vulcano un tempo attivo di Cala Inferno. E ancora Forte Papa, costruito dai Farnese per difendere le coste dell’isola dagli attacchi dei Saraceni, la spiaggia gialla di zolfo di Cala Fèlice (Cala delle Felci), ultimo lembo Nord di Ponza prima del canale che la separa dall’isolotto di Gavi. Anche la costa orientale è un miracolo di fantastiche creature di pietra: L’Arco Naturale, la Piana Bianca, il 'Core' di rosso vivo che si staglia sulla parete della spiaggia omonima, lo scoglio della Ravia e il caratteristico Caciocavallo che proteggono l’entrata del Porto. La spiaggia di Santa Maria, con i suoi cantieri navali, retaggio di quelli romani di epoca punica. Il periplo ha una sosta obbligatoria alle Grotte di Pilato, dove gli antichi romani praticavano l’aruspicina e l’arte...culinaria con gli appetitosi pesci che vi allevavano nelle ampie vasche scavate nel tufo. A Sud l’isola finisce con il monolito ciclopico del Promontorio del Faro della Guardia, un angolo di transilvania trapiantato nel cuore del Mediterraneo.
Anche via terra Ponza offre splendidi paesaggi e passeggiate entusiasmanti. La salita a Monte Guardia permette di godere una visione d’insieme dall’alto dei suoi 283 metri, la collina più alta dell’isola. La riscoperta dell’abitato settecentesco raccolto attorno al porto vanvitelliano, definito dal solito ben informato Quilici 'il più bell’approdo del Mediterraneo'. Il Villaggio dei Conti, dove vivono gli ultimi contadini. La frazione di Le Forna, con le sue Cale e le rocce coloratissime che raggiungono l’apoteosi verso Cala Fonte, un ricovero lillipuziano per barche, metà naturale e metà scavato dagli uomini. Chi, poi, visita Ponza in primavera, si immergerà in un’atmosfera di odori dove domina la gialla ginestra e il finocchio selvatico. Non a caso nel Medioevo nell’isola furono costruiti ben due monasteri benedettini, dove monaci sapienti raccoglievano erbe medicamentose e officinali. Una tradizione che sopravvive ancora oggi tra le persone più anziane, alcune delle quali, è anche questa un altro record, hanno superato abbondantemente i 100 anni. Aria incontaminata, vita sobria, cucina sana: sono questi i tre ingredienti della longevità isolana. Soprattutto la cucina, di cui sono estimatori ormai migliaia di aficionados, a base di pesce saporosissimo tra cui cernie, dentici, calamari, triglie e famosa nel mondo l’aragosta. Di questo crostaceo prelibato, durante gli anni della belle epoque, bastimenti attrezzati a vivai, ne portavano a tonnellate al porto di Marsiglia per i ristoranti più alla moda di Parigi. Una tradizione di qualità che è possibile ancora oggi godere nella maggior parte dei ristoranti isolani, specie quelli a conduzione familiare.
Mare, cucina, sole, ospitalità: sono questi gli ingredienti di una vacanza a Ponza che la rendono indimenticabile.
Dove dormire:
PICCOLO HOTEL PONZA, Via Forna Grande, Le Forna, Tel: 0771-808919
Hotel Le Querce, S.Maria, Tel. 0771-80150
Dove mangiare:
Così com’era, Via Calacaparra, tel: 0771-808683
Il Pescatore, via Cala Feola, Tel: 0771-808752
Il capriccio, Via S. Antonio, : Tel: 0771-80729
Dove documentarsi
Foto Libri Al Brigantino, Via Carlo Pisacane 27, tel: 0771-80122